Dal 2011, grazie al progetto “Draw the line” promosso dall’Associazione Malatesta, alcune facciate degli edifici sono state riqualificate attraverso la Street Art, trasformando il quartiere di San Giovanni dei Gelsi in un vero e proprio museo all’aria aperta dove è possibile ammirare le opere di artisti come Dado, Vesod, Joys, Blu, Reser, Macs, Milu Correch, Made514, Zed1 e Peeta.
A partire dal 2019 anche il quartiere Fontana Vecchia ha visto la realizzazione delle prime 4 opere sulle facciate dei suoi palazzi ad opera di Andrea Ravo Mattoni, Luis Gomez, Simone Carraro e Luogo Comune in occasione del progetto Imbrartiamo: Street Art e Misteri, un’iniziativa mirata alla realizzazione di un percorso di street art dedicato alla tradizionale festa dei “Misteri”.

















Draw the Line – 2021
Via Marche – Campobasso
Per festeggiare i dieci anni del festival gli artisti, Smake e Mr.Blob, hanno scelto il tema della non dualità della vita e del suo ambiente. La dottrina buddista (Esho-Funi) mette a fuoco l’essere umano come parte del vasto universo fisico. L’entità della vita soggettiva e il suo ambiente sono mutuamente collegate e operano insieme, creativamente. Essi sono un’unità e come i caratteri originali cinesi indicano, sono “due ma non due”, allo stesso modo le persone con il proprio quartiere e la propria città. Si può ripartire da sé stessi e dal proprio ambiente in maniera positiva creando valore qui dove siamo.
AUTORE: Mr. Blob & Smake
LUOGO: Via Marche 133

Draw the Line – 2022
5a facciata in Via Liguria – quartiere San Giovanni
Misure: 23m x 10m
L’opera di Blu pone una rappresentazione del gruppo scultoreo “Morte di Laocoonte e dei figli” di Aghesandro, Polidoro, Atanadoro (metà sec. I a. C.) attualizzando la storia poetica di Virgilio nell’Eneide. Questa composizione è composta da sculture di eroi sofferenti che cercano di difendersi dalle pompe di benzina e concede molti spunti di riflessione allo spettatore. Blu è bravissimo in questo. Nella sua versione originale, conservata presso i Musei Vaticani, l’opera ricorda la triste sorte alla quale andò incontro il sacerdote greco nel tentativo di salvare se stesso e i propri figli dai due serpenti marini. Invece l’opera di Blu è unita a uno scenario apocalittico che descrive il nostro tempo di guerra.

ImbrARTiamo – 2023
C.da Macchie
L’ Immacolata è nata pura, come un giglio bianco. Ha steso al vento la sua veste lavata dopo il suo primo ciclo mestruale, per questo il giglio bianco ha le antère rosse. Dunque è stata data in sposa, e poi è arrivato l’angelo: “poi, d’improvviso, mi sciolse le mani e le mie braccia divennero ali, quando mi chiese – Conosci l’estate – io, per un giorno, per un momento, corsi a vedere il colore del vento.” (F.De Andrè, Il sogno di Maria) Maria ha scelto di essere madre di Dio, da sola. (Morgana, ep. Maria di Nazaret, M.Murgia e C.Tagliaferri) Qual è la famiglia giusta per crescere un figlio? Forse due madri e una gallina oppure due padri, o un gruppo di amici pieno di amore.

ImbrARTiamo – 2023
C.da Macchie
“Compo baso” dà il nome a quest’opera murale, che parla di tradizione e radici, che spuntano dai suoi vecchi ciottoli, i portatori, contribuendo alla luce della composizione e a sua volta alla dualità,
rafforzata dalla prospettiva, su e giù, il bene e il male, componenti fondamentali che compongono le feste misteriche di Campobasso.
AUTORE: Victor Garcia Repo

ImbrARTiamo – 2023
C.da Macchie
Dedicato alle madri e alla forza che solo loro riescono a tirar fuori nel momento del bisogno.
A chi troppo spesso perde la vita per scappare dalla violenza e cercare un futuro migliore altrove per se e per i propri cari.

ImbrARTiamo – 2023
Via Fratelli Pistilli-Sipio
L’idea alla base di questo progetto è la rappresentazione spirituale del bene e del male, due facce della stessa medaglia, insiti in ogni essere vivente.
Il Corpus Domini è una festa popolare, della gente, della città… e quale migliore occasione per rappresentare una condizione così comune ma con un volto diverso e sconosciuto?! Questa volta a ricordare la smorfia tipica dei diavoli dei Misteri è una donna (Iris), aspetto che ho voluto sottolineare valorizzando e privilegiando il mondo femminile. L’autore ha cercato una prospettiva più veritiera. Una sorta di odi et amo, yin e yang, capace di arrivare a tutti. Perché tutti abbiamo consapevolmente un lato buono e uno cattivo, sta a noi scegliere quale dei due far emergere.
La scritta “Temptatio” (‘tentazione’ in latino) rappresenta sia le tentazioni subite da Sant’Antonio Abate ad opera dei diavoli, presenti sia nella forma consueta che nelle sembianze di donzella, ma soprattutto le tentazioni che ognuno di noi incontra nella vita.
